Lucio Fiorini è professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia; è titolare delle cattedre di Metodologia della ricerca archeologica, di Etruscologia e Antichità Italiche e di Storia dell’Architettura 1 con il relativo laboratorio. È membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici.

La sua attività scientifica si distingue per la varietà dei filoni di ricerca affrontati. Accanto alle indagini archeologiche condotte annualmente presso il santuario emporico di Gravisca, importante luogo di culto greco/etrusco situato nell’area dell’antico porto di Tarquinia, di rilievo sono state le ricerche svolte in altri importanti siti archeologici, tra cui Cerveteri (l’area intorno all’ipogeo di G. Genucio Clepsina), Gubbio (il tempio italico di Caipicchi-Nogna) e Collazzone (il sito romano in località Le Carceri). Più di recente, ha fatto parte del team interdisciplinare del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia impegnato nello studio e nel restauro del monumento funerario di Mamia a Pompei.

Altri ambiti di ricerca includono studi di topografia, sulla transumanza nel mondo antico, sulla metallurgia antica, a cui si aggiungono quelli sull’iconografia e sull’iconologia del mondo greco e romano, oltre alle indagini sulla pittura tombale etrusca.

Fa parte del comitato scientifico e di redazione di numerose riviste scientifiche ed è codirettore della rivista di fascia A Ostraka, fondata nel 1993 da Mario Torelli. Nell’ambito degli allestimenti museali la sua attività si è esplicata nel tempo in maniera differenziata, fornendo un notevole apporto a diverse istituzioni museali in occasione di allestimenti permanenti o di mostre temporanee. Nel 2021 è stato membro del Comitato Scientifico del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. Attualmente, la sua partecipazione alla realizzazione del Museo Civico di Città di Castello, le collaborazioni con il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria (di cui è membro del comitato scientifico) e con la Fondazione Lungarotti (musei dell’Olio e del Vino) evidenziano il suo impegno continuo nel promuovere e preservare il patrimonio culturale.

Nel 2015 è stato premiato quale Vincitore del “Second Shanghai Archaeology Forum Award” organizzato dalla Shanghai Academy e comprendente la partecipazione delle maggiori università al mondo, nella sezione “Field Discovery Awards”, per lo scavo di Gravisca (Tarquinia – VT), giudicato come una delle dieci più importanti scoperte al mondo per le metodologie applicate e per i risultati ottenuti. Nel 2016 gli è stata assegnata dal Comune di Tarquinia (VT) la targa d’oro per gli scavi effettuati presso il medesimo sito.